
Quando nasce un bambino, conciliare maternità e lavoro può essere una sfida. Questa pagina raccoglie informazioni sui congedi parentali, la maternità obbligatoria e facoltativa, le assenze per malattia dei figli e i permessi per i genitori. Troverai articoli pratici e aggiornati per conoscere i tuoi diritti come mamma o papà lavoratore, organizzare al meglio il rientro al lavoro e gestire la famiglia con serenità.
Se vuoi rendere più semplice la gestione quotidiana, scopri suggerimenti pratici per conciliare famiglia e carriera, così da vivere al meglio ogni fase della maternità e paternità senza stress.
Se la vacanza è certamente il momento migliore per vivere i nostri bambini, è anche vero che è assolutamente il contrario quando si è nella posizione di dover studiare per qualsiasi motivo, e di non avere in casa la tranquillità ed il silenzio giusti per poterlo fare.
Una delle domande che ci rivolgono i nostri navigatori riguardano gli assegni di maternità.Gli assegni di maternità sono sostegni economici per le madri che mettono al mondo dei figli e che non hanno maturato i contributi sufficienti per aver diritto ai trattamenti previdenziali di maternità.Innanzitutto dobbiamo distinguere gli Assegni di maternità dello STATO da quelli dei Comuni.
Una delle domande che ci rivolgono i nostri navigatori riguardano gli assegni di maternità
Gli assegni di maternità sono sostegni economici per le madri che mettono al mondo dei figli e che non hanno maturato i contributi sufficienti per aver diritto ai trattamenti previdenziali di maternità.
Innanzitutto dobbiamo distinguere gli Assegni di maternità dello STATO da quelli dei Comuni.
Assegni di Maternità dello STATO:
Gli assegni di maternità dello Stato sono erogati alle madri, italiane o straniere regolarmente soggiornanti in Italia, per tutti i bambini residenti in Italia e nati, adottati o presi in affidamento nell'anno in corso. Se, per qualche motivo, la madre non è presente nella famiglia (abbandono del figlio, separazione, ecc.), l'assegno spetta al padre.
Rivolto alle madri lavoratrici che non hanno diritto ad altri trattamenti di maternità: lavoratrici o ex-lavoratrici che hanno almeno 3 mesi di contributi nel periodo compreso tra i nove e i diciotto mesi prima del parto, e madri che hanno lavorato per almeno 3 mesi negli ultimi 9 mesi;
La domanda, in carta semplice, deve essere presentata alla sede territoriale dell'Inps entro sei mesi dalla nascita del figlio. Alla domanda deve essere allegata la documentazione che dimostri il possesso di requisiti che danno diritto alla concessione dell'assegno, l'eventuale presenza di altri trattamenti economici o previdenziali di maternità, l'eventuale richiesta dell'assegno di maternità erogato dal comune. L'assegno verrà erogato entro 120 giorni dalla richiesta e non è cumulabile con quello del Comune, ma è compatibile con altre forme di sostegno, quali ad esempio gli assegni per il nucleo familiari.
L'importo dell’assegno, per le nascite avvenute nel 2010 e per gli affidamenti preadottivi e le adozioni dei minori il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nel 2010, è pari di 1.916,22 euro, erogato in un'unica rata.
Modulo per la richiesta agli assegni dello stato: Modello Sr28 (sito INPS)
Assegni di maternità dei Comuni
Chi non ha i requisiti sufficienti per chiedere gli assegni di maternità dello Stato e che non ha nessuna copertura previdenziale può chiedere un contributo economico al Comune.
Per le nascite avvenute nel 2010, l'importo è di 311,27 euro mensili, per 5 mensilità (per un totale di 1.556,35 euro l'anno).
Il diritto all'assegno è subordinato a limiti di reddito, alla numerosità della famiglia e ad altre specifiche condizioni, considerate attraverso dei parametri, l'Indicatore della Situazione Economica (Ise), e l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee). Come valore indicativo per l'anno 2011, il reddito annuo di una famiglia di tre persone non deve superare 32.967,39 euro. Il proprio Ise ed Isee può essere richiesto agli uffici comunali o ai Centri di Assistenza Fiscale.
La domanda deve essere presentata presso il Comune di residenza entro sei mesi dalla data del parto. Al modulo della domanda, disponibile presso gli uffici comunali, va allegato l'attestazione dell'Isee e, se si è cittadini stranieri, la fotocopia della carta di soggiorno propria e del figlio/a o la fotocopia della ricevuta di avvenuta richiesta di rilascio della carta di soggiorno, rilascata dalla Questura.
Questo sussidio economico è cumulabile con l'assegno per il nucleo familiare, con quello per famiglie con tre figli minori e con le altre indennità erogate dall'Inps e dagli Enti locali.
Di seguito riassumiamo la legge sui Congedi Parentali
La legge sui congedi parentali stabiliscono innanzitutto chi può usufruire dei permessi, definendo:
per "congedo di maternità" si intende l'astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice;
per "congedo di paternità" si intende l'astensione dal lavoro del lavoratore, fruito in alternativa al congedo di maternità;
per "congedo parentale", si intende l'astensione facoltativa della lavoratrice o del lavoratore;
per "congedo per la malattia del figlio" si intende l'astensione facoltativa dal lavoro della lavoratrice o del lavoratore in dipendenza della malattia stessa;
per "lavoratrice" o "lavoratore", salvo che non sia altrimenti specificato, si intendono i dipendenti, compresi quelli con contratto di apprendistato, di amministrazioni pubbliche, di privati datori di lavoro nonché i soci lavoratori di cooperative.