Il sei gennaio si festeggia l’Epifania, una festa che ha origini cristiane perché celebra l’arrivo dei Re Magi alla capanna dove, da qualche giorno, era nato Gesù. Questi tre uomini di scienza avevano letto che un astro mai visto, la stella cometa, li avrebbe condotti al luogo dove si trovava il Figlio di Dio e così, avendo visto questa bellissima stella la seguirono fino nella terra di Giuda. Purtroppo lungo il cammino incontrarono il terribile re Erode che venuto a sapere della nascita di questo bimbo già considerato un re, decise di far ammazzare tutti i bimbi con meno di tre anni per paura del rivale.
Da qui Giuseppe, dopo un sogno rivelatore, e la sua famiglia fuggirono di notte verso l’Egitto, sull’asinello, guidati dai falò che i contadini accendevano lungo la strada. Il fatto che ancora oggi si falò nelle principali piazze di Italia deriva da questa circostanza.
Ma si sa che oltre ad essere una festa religiosa è anche la festa della Befana che arriva su una scopa volante nelle case di tutti i bimbi per donare carbone o caramelle a seconda se i piccoli sono stati buoni o cattivi.
Da sempre i bambini appendono le calze, un tempo vicino al focolare, oppure lasciano le loro scarpe in modo che la Befana possa lasciare i doni. Si dice anche che questa brutta e vecchia donna sia in realtà la nonna del cattivissimo Erode, che per espiare la colpa del nipote, porta dolciumi ai bimbi.
Di sicuro anche la leggenda dell’esistenza della Befana è antichissima se Numa Pompilio, uno dei sette Re di Roma, era solito portare in una grotta conosciuta solo da lui, un cesto perché fosse riempito da una strana creatura.
Ovviamente non si trattava di dolciumi ma di buoni e saggi consigli.
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